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All’inizio era il 1977 d.C.
Uno zio di nome Mario, per far recitare i suoi
quattro nipotini, adatta e mette in scena nel salone di casa "Il fantasma
di Canterville".
Tredici anni dopo, Letizia, una delle nipoti, in
ricordo dei bei tempi, costringe Mario a scrivere una commedia per far recitare
i numerosi parenti.
Viene così alla luce "L’ultima occasione".
La commedia viene rappresentata nel 1990 in una saletta presa in affitto e,
dopo varie repliche, approda all’auditorium Fagnana di Buccinasco.
Questo evento viene "adocchiato" da Don Emilio, il coadiutore della Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Buccinasco, il quale si precipita da Mario e lo costringe a "lavorare" per i ragazzi della comune parrocchia.
«Ma quanti sono?» - chiede Mario.
«Circa quaranta»
«E dovrei scrivere una commedia per così pochi personaggi?»
«Sì, e hai anche poco tempo: Natale è vicino!»
Nascono così un po’ dalla mente di Mario e un po’ da spunti rubati qua e la:
| Natale coi fiocchi. | Dicembre 1990 |
| Natale è un’altra cosa. | Dicembre 1991 |
| Noi poveri peccatori. | Febbraio 1992 |
| Dov’è la pace? | Febbraio 1992 |
| Gli amici di stellina. | Aprile 1992 |
| Siamo uomini o... manichini? | Marzo 1993 |
| Grazie mille. | Febbraio 1994 |
| Il muretto. | Febbraio 1995 |
| Wonderful temptations. | Marzo 1996 |
| Ebbrechedebbre | Aprile 1997 |
| Adeguati genitori cercasi | Febbraio 1998 |
In quegli anni furono allestite anche delle drammatizzazioni per le Messe dei ragazzi da rappresentare al posto delle letture e del Vangelo. Questo fatto era una novità assoluta e una "rottura" con i canoni tradizionali, anche perché il contenuto delle drammatizzazioni in oggetto non sempre ripercorreva fedelmente la lettura del giorno, ma ne prendeva solamente spunto per divagare e stimolare i ragazzi presenti.
Nel 1996 don Emilio viene spostato in un’altra parrocchia. C’è un po’ di rivoluzione. La compagnia dei ragazzi, dopo un paio di anni, si scioglie.
Nasce così l’idea di trasferire tutta questa esperienza decennale, tutta questa voglia di scrivere e di "far teatro" ad una compagnia di persone adulte: "Gli Adulti", appunto, per non confonderla con la vecchia compagnia dei ragazzi, che per dieci anni era stata l’unica realtà esistente.
Nel giorno dell’inaugurazione del nuovo oratorio della parrocchia (Settembre
1996), Mario lancia un bando di chiamata rivolto a tutti coloro che desiderino
calcare almeno per una volta nella loro vita le tavole del palcoscenico.
Ma il numero di persone che rispondono all’invito è tale da spiazzare completamente il nostro regista, il quale è costretto a diventare nuovamente autore di commedie che soddisfino l’esigenza di far lavorare un così alto numero di attori.
Il lunedì (ore 20.45) è da sempre giorno di prove, dove, tra una battuta, una barzelletta e uno scambio di opinioni, non si riesce mai a completare il lavoro programmato dal nostro regista. E allora ci domandiamo: "ma il nostro è un regista ideale?".
Durante tutti questi anni, contro ogni aspettativa, solo pochissimi attori si perdono per strada, mentre molti se ne aggiungono attratti dallo straordinario clima di amicizia e solidarietà che si è instaurato nel nostro gruppo, che da sempre ha operato nel rigoroso rispetto delle proprie finalità.
Nasce nel 2001 la necessità di costituire un’associazione per poter essere in regola con le leggi esistenti e poter affrontare simpatiche tournée in altri teatri.
Nel 2002 la Compagnia organizza a Buccinasco, con la collaborazione della
parrocchia Maria Madre della Chiesa, la "Prima rassegna del teatro
amatoriale" nel territorio.
Nel 2003 la Compagnia, in collaborazione con l'Assessorato della Cultura, promuove e fa nascere presso il comune di Buccinasco una programmazione stabile di serate teatrali.
Sempre nel 2003, con l’esigenza di raggiungere valori recitativi sempre più elevati, dà avvio al "Laboratorio teatrale amatoriale" che ha lo scopo di indagare la base metodologica della recitazione, cercando di individuare nella dialettica tra tecnica e passione, una terza via per l’arte di recitare.
Nel 2004 la Compagnia acquisisce un nuovo spazio, chiamato
SPAZIO-IN, dove stabilisce la sua sede e
dove ha la possibilità sia di collocare il materiale d'uso, sia di
ritagliarsi uno spazio stabile per le prove di teatro.
Ma non basta. In questa nuova sede organizza corsi, laboratori e iniziative di
vario tipo.